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Mostre a tema Oriente a Roma: 4 meraviglie che raccontano, Cina, Giappone e Corea

da | 3 Apr 2025 | Arte e Cultura

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4 mostre a tema Oriente a Roma: Cina, Giappone, Corea e non solo, ecco dove

Nel cuore di Roma, tra le sue antiche pietre e la sua eterna bellezza, l’Oriente si rivela con la delicatezza di un sogno.

Quattro mostre, come quattro stagioni dell’anima, accendono il desiderio di viaggiare senza partire, di perdersi tra paesaggi nebbiosi del Giappone, racconti illustrati della Corea, visioni caleidoscopiche del mondo cinese e incanti digitali che fondono mito e futuro.

Per chi ama il Sol Levante e tutto ciò che profuma d’Oriente, ecco quattro meraviglie da vivere con occhi sognanti e cuore aperto.

Shinhanga: la poesia della luce e dell’anima
Museo San Salvatore in Lauro – fino al 15 giugno 2025

C’è un tempo sospeso, fatto di nebbie leggere, di cieli stellati, di pioggia che accarezza le lanterne di Kyoto. È il tempo dello Shinhanga, il movimento artistico che nel Giappone del Novecento ha saputo coniugare la tradizione delle stampe ukiyoe con la modernità dello sguardo.

Al Museo di San Salvatore in Lauro, oltre 100 opere di maestri come Itō Shinsui e Kawase Hasui raccontano un Giappone che svanisce e resiste, che si trasforma ma resta fedele a se stesso.

Le figure femminili dai gesti intimi, i paesaggi malinconici e pieni di luce, i dettagli incisi con una precisione quasi sacra: ogni stampa è un haiku visivo, un frammento d’eternità che si posa sulla pelle dello spettatore come un ricordo dimenticato.

Completano il percorso kimono antichi, fotografie e oggetti d’arredo che dialogano con le xilografie come note di una sinfonia silenziosa.

Amano Corpus Animae: la mitologia del futuro
Museo di Roma – fino al 12 ottobre 2025

Varcare la soglia della mostra dedicata a Yoshitaka Amano è come entrare in un mondo parallelo dove sogno, leggenda e tecnologia si fondono in un solo respiro.

L’artista di Final Fantasy, dei Tatsunoko anni Settanta, di Vampire Hunter D, porta a Roma oltre 200 opere in un viaggio visivo che sfiora l’onirico e affonda le radici nell’inconscio collettivo.

La mostra, articolata in cinque sezioni immersive, accoglie il visitatore con installazioni luminose, opere tattili, docce sonore e bozzetti mai visti prima in Italia.

I suoi personaggi, eterei e potenti, sembrano fluttuare tra oriente e occidente, tra passato e futuro, tra terra e cosmo.

Un viaggio tra le molte anime dell’artista, che ha trasformato il concetto stesso di immaginario visivo, rendendo ogni tratto un portale verso l’altrove.

Accademia Nazionale di Pittura Cinese: riflessi di eternità
Palazzo delle Esposizioni – 15 marzo / 21 aprile 2025

In occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, Roma ospita un incontro d’anime tra tradizione e contemporaneità.

Cinquantacinque artisti dell’Accademia Nazionale di Pittura della Cina danno vita a una sinfonia visiva fatta di inchiostri, seta, carta e sogno.

Ogni opera è una meditazione: bambù che danzano nel vento, montagne avvolte dalla nebbia, fiori che parlano in silenzio al cuore.

Ma anche dialoghi tra estetica orientale e suggestioni occidentali, in un fluire continuo di segni, emozioni e visioni.

Il risultato è una mostra che non si guarda soltanto, ma si contempla: come una passeggiata tra i giardini dell’anima.

Fiabe occidentali in Hanbok: incanto coreano
Istituto Culturale Coreano – fino al 2 maggio 2025

E se Cappuccetto Rosso indossasse un Hanbok di seta? Se Biancaneve si inchinasse secondo l’etichetta della corte Joseon?

L’illustratrice Wooh Nayoung reinterpreta le fiabe della nostra infanzia con eleganza e magia, immergendo i personaggi in abiti e atmosfere della Corea tradizionale.

Questa piccola ma incantevole mostra all’Istituto Culturale Coreano è una carezza per l’anima e un invito a guardare con occhi nuovi ciò che ci è sempre sembrato familiare.

Le tavole, raffinate e colorate, aprono finestre su mondi dove oriente e occidente si incontrano in armonia, e dove l’immaginazione può ancora volare.

Quattro mostre, quattro viaggi dell’anima. Roma si trasforma così in un ponte tra mondi, dove il silenzio di un paesaggio giapponese si riflette nell’oro di un Hanbok, dove un inchiostro cinese scorre accanto a una spada di cristallo, e dove ogni spettatore può diventare pellegrino del bello.

Non resta che lasciarsi incantare.


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